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Il Coda di Volpe è un vitigno
in forte espansione sebbene solo fino a qualche anno fà
fosse considerato un vitigno minore. Il suo nome deriva dal
latino "Cauda Vulpium", per la sua forma caratteristica che
ricorda appunto la coda della volpe. La sua storia è
particolarmente affascinante se si considerano oltre
all’antichità che ne contraddistingue le origini anche i
numerosi casi di sinonimia e omonimia segnalati da numerosi
studiosi.
Il primo a citare il Coda di Volpe è, in Naturalis Historia,
Plinio il Vecchio che, trattando dei vitigni adatti ad
essere allevati a pergola scrive: “minus tamen, caudas
vulpium imitata, alopecia”. Fu il Porta nel 1584 a sostenere
che con il nome di Coda di Volpe si coltiva un vitigno
identificabile con le uve alopecia sebbene tale ipotesi non
fosse suffragata da elementi certi.
Altro caso di studio per gli ampelografi campani è stata la
sinonimia tra il Coda di Volpe e il Pallagrello. A riguardo
è il Froio a produrre la maggior quantità di notizie. Egli
descrive prima nel 1875 e poi nel 1878 la Coda di Volpe
utilizzando anche i sinonimi di Pallagrella bianca e
Durante. Più tardi tratterà dei vitigni coltivati in
Campania dando notizia di una Coda di Volpe diffusa a Torre
del Greco e del Pallagrello presente nel casertano ritenendo
quindi diverse le due varietà.
Ad oggi, l’esame comparativo dei due vitigni unito agli
studi di caratterizzazione ampelografica e molecolare non
hanno ancora chiarito il caso. È stato comunque accertato
che il Coda di Volpe non ha tra i suoi sinonimi il Coda di
Pecora denominazione con la quale è conosciuto nel casertano
una varietà diversa.
Dalle uve Coda di Volpe si possono ottenere vini pregiati;
Mincione a tal proposito scrive: “ (…) si ricava un vino di
buona produzione alcolica, dal colore brillante, giallo
dorato. Il vino estrinseca , altresì, un odore vinoso con
leggero aroma gradevole. Nel primo anno di vita del prodotto
si rivela leggermente dolce; ma, invecchiato, assume un
sapore asciutto e non molto ricco di corpo”.
Agronomicamente il Coda di Volpe è un vitigno poco vigoroso
con produzioni non eccessive e maturazione mediamente
precoce, nella seconda quindicina di settembre. A
maturazione raggiunge elevati livelli in zuccheri e un medio
tenore in acidi.
Il Coda di Volpe è raccomandato per tutte le province
campane ad esclusione del Salernitano, dov’è autorizzata. È
alla base del vino monovarietale della DOC Sannio e
partecipa alla base ampelografica del Solopaca Bianco. (D.M.)
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